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ALTE AUTORITA' MILITARI E CIVILI ALLA CERIMONIA
- LA TESTIMONIANZA DI ROMA -
UNA BANDIERA DELLA MARINA DONATA ALLA CITTA'
MAZZI DI ROSE ROSSE A SEI SUPERSTITI DELLE DONNE DECORATE
La manifestazione in onore alle eroiche protagoniste del salvataggio del "Faa Di Bruno" nel cinquantenario dell'epica impresa del 18 novembre 1917, si è svolta ieri a Marotta assumendo toni di elevato patriottismo con momente di toccante commozione generale. Il gesto ardimentoso delle undici eroine di Marotta e stato degnamente ricordato, mettendo in un giusto rilievo il valore simbolico nell'ambito della storia patria, a stimolante edificazione delle nuove generazioni. Alla solenne cerimonia è intervenuto l'ammiraglio di Squadra Giovanni Cantù, comandante in capo del dipartimento militare marittimo dell'Adriatico (delegato a rappresentare il ministro della Difesa Tremelloni), che ha passato in rassegna il picchetto d'onore armato della marina e le rappresentanze delle altre Forze Armate.Numerose le personalità presenti , tra cui l'ammiraglio Giuseppe Fioravanzo dell'ufficio storico della marina , la medaglia d'oro capitano di vascello Stefano Pascolini, il prefetto Granato, il questore Romanelli, i vescovi di Jesi e di Fano, i sindaci di Pesaro e Fano, con moltissimi altri di tutte le Marche, numerosi gonfaloni comunali, tra cui spiccava quello di Ancona, decorato di medaglia d'oro, al quale sono stati resi gli onori militari. Sul mare di Marotta sostavano alla fonda una corvetta e due dragamine della marina Militare, che in precedenza avevano gettato una corona di alloro nel punto, a sud di Senigallia, ove avvenne il tragico naufragio del monitore "Cappellini" inabissatosi con tutto l'equipaggio. Sulla piazza principale di Marotta, davanti a folto pubblico, tra cui disegnavano una nota di colore gli alunni delle scuole recanti centinaia di bandierine, il programma della celebrazione si è svolto nei dettagli semplici ma densi di significato. E' stata scoperta una lapide di marmo offerta dal comune di Roma, benedetta dal vescovo mons. Pardini. La dedica argentea, sotto la lupa capitolina reca la scritta: "Roma - Alle eroiche ragazze di Porto Marotta". Sulla lapide sono incise in oro zecchino le seguenti parole: "Roma - unendosi nel rito ai cittadini di Marotta - Esalta nel simbolo delle sue antiche origini - L'eroismo delle undici ragazze di questo patrio lido - Che il 18 Novembre 1917 su fragile palischermo - Dominarono la tempesta - Accorrendo sul mare impetuoso in soccorso del Faà Di Bruno - Dal fortunale gettato alla deriva - Contribuendo coraggiosamente ad evitare il naufragio - Nell'incombente notte di Caporetto che gravava sulla Nazione - Il loro epico gesto riaccese nel cielo fosco di presagi - La luce dell'aurora - 18 novembre 1917 - 18 novembre 1967". Sul pennone al centro della piazza, è stata issata una bandiera dono della Marina alla citta di Marotta e due marinai hanno deposto un cuscino di rose rosse ai piedi del monumento eretto a ricordo del cinquantenario della storica vicenda del "Faà Di Brun", mentre sei superstiti delle eroiche donne decorate hanno deposto una corona di alloro in mamoria di valorosi caduti del " Cappellini". Hanno quindi pronunciato commosse parole l'ammiraglio Cantù, che ha tracciato la cornice storica in cui si è inquadrato l'episodio, il comandante Gustavo Dolfi - Finocchi, presidente del comitato organizzativo nazionale, l'assessore anziano del Comune di Mondolfo geom. Sergio Marchetti, il sindaco di Fano Giovanetti, un rappresentante del comitato locale di Marotta, l'avv. Ricci presidente dell'Associazione nazionale mutilati e invalidi, l'on. Alfredo Morea. Sono stati quindi letti nobili messaggi di adesione del presidente della Repubblica Saragat, del presidente del Consiglio Moro, del ministro della Difesa Tremelloni e della amministrazione comunale di Roma. Infine il senatore Umberto Tupini, presedente del comitato d'onore nazionale, ha pronunciato il discorso ufficiale. Gli alunni delle scuole hanno offerto mazzi di rose rosse alle sei donne presenti: Giustina Francesconi, Teresa Isotti, Arduina Portavia, Emilia Portavia di Nicola, Maria Portavia e Nella Portavia.


Di Piero Grilli da " Il Resto del Carlino"

 
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